Archivio per la categoria ‘Comunicati Stampa’
Ancora s…concerto Elephant Man
Le associazioni siciliane GLBT e non solo, esprimono congiuntamente il loro profondo biasimo e rammarico per l’esibizione del cantante Elephant Man che, nonostante il contenuto omofobo di certi suoi brani e nonostante le precedenti proteste da parte nostra che hanno impedito il pubblico patrocinio da parte dell’amministrazione locale, si terrà ugualmente seppure in forma “privata” nei locali del Koala Maxi a Marina di Ragusa.
Non siamo per niente confortati/e dal fatto che il cantante in questione abbia firmato una liberatoria in cui si impegna a non eseguire durante i concerti le sue canzoni più controverse. Quei brani compaiono ancora nei CD venduti al pubblico e quindi le tournèe dell’autore non fanno altro che pubblicizzare prodotti in cui si incita alla discriminazione di transessuali, gay e lesbiche.
Riteniamo, ancora, che la libertà d’espressione sia fondamentale e che l’arte sia l’espressione più alta e nobile della creatività umana. Al tempo stesso ci chiediamo cosa possa esserci di nobile nell’esaltare sentimenti di violenza e di odio verso specifiche categorie sociali.
Per tutte queste ragioni condanniamo fermamente il concerto che si terrà al Koala il 5 aprile prossimo venturo, ritenendolo un’offesa al senso civico, alla dignità della persona e al concetto stesso di democrazia e di convivenza civile. Offesa di cui gli organizzatori dell’evento e i proprietari del locale ospitante, che invitiamo alla vergogna, si assumeranno le responsabilità morali
davanti alla società tutta.
I firmatari del presente comunicato stampa**:
Stonewall GLBT – Siracusa
Centro Omosessuale di Iniziativa Politica e Culturale (Codipec) Pegaso – Catania
Kalon GLBTE – Catania
Gruppo Pegaso – Catania
La Città Felice – Catania
Articolo Tre – Palermo
Arci – Siracusa
Arci Ragazzi – Siracusa
Comitato 100 Donne – Siracusa
Rete Antiviolenza (già Le nereidi) – Siracusa
Collettivo La Fabbrica Ragusa
A.P.S. Ké
Elephant Man:concerto modicano annullato.
RAGUSA – “Finocchi a morte! I froci devono essere ammazzati!” “Dammi quella Tec-9 (pistola semiautomatica) spariamogli come fossero uccelli” sono solo pochi versi dei brani dell’artista giamaicano Elephant Man, noto nella scena internazionale della dancehall per le polemiche generate dalle eloquenti invettive sessiste ed omofobiche. Elephant Man è stato soggetto a duri attacchi dalla comunità LGBT internazionale e diverse tappe del suo tour sono state annullate. Nel suo tour italiano era in programma un’esibizione nel corso di un evento presso l’Auditorium Mediterraneo di Marina di Modica (RG) organizzato dall’Associazione culturale “U Truppiettu” scatenando non poche polemiche per i suoi testi inneggianti all’odio e alla violenza nei confronti di lesbiche ed omosessuali. Pochi giorni prima era stata annullata la tappa a Perugia.
Il Comitato Arcigay provinciale di Ragusa attraverso un comunicato stampa rende nota la propria indignazione “come si può permettere nel 2010 un concerto, peraltro in luogo pubblico, con ‘artisti’ che, a fronte di un crescente desiderio di cambiamento in tutta la nostra Nazione, esprimano uno strisciante sentimento omofobo e incitino alla violenza nei confronti di una parte di cittadinanza.”
Oggi, grazie all’intervento delle associazioni LGBT siciliane e delle segnalazioni di molt* cittadin* che preoccupat* hanno subito manifestato il proprio disapprovo contattando le amministrazioni locali, la presidenza della Provincia di Ragusa fa sapere che “apprendiamo con grande stupore di quanto in oggetto e comunichiamo che il suddetto concerto è stato annullato.”
L’evento fissato per giorno 5 Aprile avrà comunque luogo e l’artista sarà sostituto da altri cantanti siciliani. “Lungi dalle intenzioni di questa associazione – dice Giuseppe Corallo – che da più anni opera in provincia di Ragusa, voler dar vita a manifestazioni inneggianti l’odio razziale ed omofono semmai esattamente l’opposto.”
Giuseppe Ferro, presidente dell’Associazione Ké tra i cui scopi statutari si prefigge di sconfiggere l’omofobia e ogni forma di discriminazione, dichiara “gran soddisfazione. Le amministrazioni hanno saputo dare una risposta adeguata all’odio e alle discriminazioni. È un segno di civiltà e di vicinanza che spero si traduca in interventi sul territorio per sradicare un fenomeno, quello dell’omofobia, spesso silente e diffuso sotto varie forme, dalla discriminazione sul posto di lavoro alle violenze domestiche.”
Intanto su facebook, dove è stato creato un evento per boicottare il concerto, continua un acceso scontro tra fan dell’artista ed esponenti della comunità LGBT e neppure qui mancano gli insulti di carattere omofobico.
Sì! Lo vogliamo.
CATANIA – Il 23 marzo la Corte Costituzionale si esprimerà sulla legittimità del divieto di matrimonio per le coppie dello stesso sesso.
La questione fu sollevata dai Tribunali di Ferrara e Venezia, nonchè dalle Corti di Appello di Trento e Firenze che hanno ritenuto contrario alla Costituzione il non consentire alle coppie di persone dello stesso sesso di contrarre matrimonio.
Per portare a conoscenza alla comunità LGBT e la cittadinanza tutta il delicato tema del riconoscimento del diritto al matrimonio tra persone dello stesso sesso, principio che riteniamo fondamentale per la pari dignità di tutti cittadini, le associazioni LGBT presenti a Catania (AGEDO Catania, Arcigay Catania, CODIPEC Pegaso, Kalon GLBTE, Ké) promuovono uno stand di informazione e sensibilizzazione nelle giornate precedenti alla sentenza della Corte Costituzionale:
- Sabato, 20 Marzo dalle 23,00 presso il Pegaso’s Club;
- Domenica, 21 Marzo dalle 17,00 alle 20,00 in Piazza Stesicoro.
Rimandiamo al sito www.affermazionecivile.it per sottoscrivere l’appello del neonato Comitato nazionale “Sì! Lo voglio”.
Insieme, nella lotta contro l’AIDS.
CATANIA – In occasione della giornata mondiale contro l’AIDS, le associazioni AGEDO Catania, CODIPEC, KALON GLBTE e KéGROUP, hanno unito le loro forze per sensibilizzare la cittadinanza alla prevenzione dell’HIV e le malattie sessualmente trasmissibili, con il motto “Quando l’amore si fa bollente, evita di scottarti”.
Dai recenti dati dell’Istituto Superiore della Sanità emerge che in Italia ogni 2 ore avviene un nuovo contagio dal virus dell’HIV; l’infezione aumenta tra i giovani nella fascia d’età compresa tra i 18 e i 30 anni, ragione che ha spinto le associazioni a destinare la propria campagna in particolar modo a questa ultima.
La campagna è stata avviata giorno 26 Dicembre con la somministrazione di sondaggi agli studenti di diverse facoltà dell’ateneo catanese nell’intento di testare la conoscenza e consapevolezza dei giovani sulla prevenzione, trasmissione o eventuali trattamenti medici dell’HIV.
Sabato 28, uno stand informativo è stato installato al Pegaso’s Club, discoteca rivolta alla comunità LGBT, dove le associazioni hanno distribuito materiale informativo, gadget e preservativi.
Il primo dicembre nel corso della giornata mondiale contro l’AIDS, Piazza Stesicoro, importante crocevia del capoluogo etneo, verrà addobbata di palloncini rossi, il colore del fiocchetto simbolo dall’88 della lotta all’AIDS. Saranno distribuiti materiale informativo, gadget e non mancheranno i red ribbon e preservativi. A seguire le associazioni incontreranno la LILA Catania – Lega Italiana per la Lotta all’AIDS, al Neva Caffè, in piazza S. Francesco d’Assisi, dove forniranno altro materiale e indicazioni ai presenti sull’importanza di effettuare periodicamente il test dell’HIV.
Nasce il Ké a Palermo
Nella notte del 18 Marzo, nasceva la chat KéPalermo grazie alla volontà di due giovani appassionati di Internet con la determinazione di creare un gruppo spontaneo LGBT nella propria città: Shaker e Zairo.
Nicknames erano quelli che scorrevano nella lista dei membri della community, gli stessi che nascondevano personalità in grado di far sì che, in un territorio che ha visto poche – se non nessuna – attività socio-culturale LGBT, risorgesse uno spirito nuovo, giovanile, carburante di idee e di cambiamenti. Di lì a poco si avvia un cammino con modiche premesse ma con la comune intenzione di apportare piccole trasformazioni, creare una cerchia di amici destinata ad allargarsi, amici capaci di dar forza e sostenere il percorso a volte difficile che molti giovani omosessuali affrontano, di sensibilizzare la cittadinanza alle tematiche LGBT, di lottare contro ogni forma di pregiudizio e di incoraggiare l’autodeterminazione di persone lesbiche, omosessuali, bisessuali e transessuali.
KéPalermo diventa presto voce dei giovani, interloquisce e collabora con enti, istituzioni e associazioni altre. Entra a far parte del coordinamento LGBT locale, scende in strada – assieme alle altre associazioni – durante la parata contro l’omofobia, manifestazione che riscuoterà un inaspettato successo, segue da vicino gli sviluppi sulle aggressioni a sfondo omofobo ai danni di due giovanissimi dell’agrigentino sostenendo i due ragazzi, ancor più di recente accompagna le voci dei due ragazzi allontanati da un locale per esserci baciati pubblicamente rilasciando note per mezzo stampa e interrogando sulla vicenda i gestori del locale.KéPalermo ha dimostrato con entusiasmo e grinta, mantenendo il brio e i colori della giovinezza, la propria volontà all’impegno sociale. Oggi è con gioia che annunciamo la costituzione della community palermitana in sezione dell’Associazione di promozione sociale Ké. I lavori si sono svolti in un clima armonico, tra brindisi e abbracci. A rappresentate della sezione è stato nominato Salvatore Zito, distintosi per la sua caparbietà e per le ottime capacità organizzative, era già elemento collante del gruppo ed esponente del Movimento LGBT palermitano, segretario di sezione Giuseppe Ferla, che dalla nascita della community ancor prima che del gruppo ha dimostrato la sua disponibilità a collaborare e sostenere personalmente le attività del Ké Group e tesoriere di sezione Marco Gaglio, storico moderatore della community prima e punto di riferimento fondamentale per la nuova realtà associativa.
Orgogliosi del lavoro svolto da KéPalermo e certi di un futuro operato prospero ed avventuroso, tutto il direttivo Ké augura alla neonata sezione i suoi più sentiti auguri affinché coerentemente con i nostri valori e le nostre finalità statuarie si riesca ad affrontare un percorso per l’irrobustimento del volano delle attività socio-culturali associative nella città di Palermo.
"Omosessuali?" "No, bisex!" "No, no! Ermafroditi!" L'assurdo continua..
Giorni fa lessi un articolo sulla Gazzetta del Sud che trattava in modo ambiguo di fantomatiche cure per le madri che soffrono di disfunzioni ormonali e mettono alla luce “diversi” con “disordini sessuali” e subito non capendo il senso di quel trafiletto – bello piazzato in prima pagina – ho voluto contattare il direttore della testata che oggi si è prodigato a telefonarmi e darmi delle delucidazioni.
Mi ha spiegato che l’articolo trae fonte dall’edizione n. 40 di Panorama, che pubblica uno studio sulle cause e cure dell’ermafroditismo. Ma dall’accostamento tra la vincita alle elezione tedesche di Westerwelle, omosessuale dichiarato, le aggressioni ai danni degli omosessuali e le cure per gli ermafroditi, tutto assieme allegramente in quell’articolo, lascia LARGO spazio all’equivoco. Per altro prima di capire che stesse parlando di ermafroditi ho dovuto fare io stesso uno sforzo filologico abnorme dato che continuava a chiamarli “bisex” e poi seguitava col militare di quanto, durante il suo mandato a senatore negli anni ’80, lui per primo si fosse battuto per agevolare i cambi di sesso a Casablanca. Solo quando confuso ho dovuto chiedere “scusi di che sta parlando?” questi mi ha risposto che alludeva a quelle persone che possiedono entrambi i sessi e finalmente ho realizzato e fatto notare che allora non si trattasse né di omosessuali, né di bisex, bensì di ermafroditi, e occorreva dunque che quell’articolo venisse disambiguato!
Insomma, dopo la gaffe, il direttore assicura di ritornare su quell’articolo. Tra drammi esistenziali e rifiuto di un linguaggio logico-conseguenziale, staremo a vedere ciò che accadrà nel prossimo atto di questa buffa piéce tra commedia degli equivoci e teatro dell’Assurdo!
Un articolo omofobo in prima pagina in un quotidiano.
La Gazzetta del Sud, la più diffusa testata giornalistica in Calabria e terza in Sicilia, ha pubblicato nella sua prima pagina dell’edizione messinese del 30 Settembre, un articolo ambiguo promotore della prevenzione della “quasi incurabile” omosessualità derivata da “disfunzioni ormonali delle madri”. L’anonimo autore, nel suo breve e superficiale trafiletto, si conceda con un interrogativo: “Perché alle Camere non danno il via a una legge per aiutare tante sventurate famiglie?” giacché come questi riconosce le cure sono costose ma vengono in parte coperte dal Servizio sanitario nazionale.
Tra un incredulo sorriso e gli occhi sgranati dallo stupore il presidente del gruppo Ké, Giuseppe Ferro, ha scritto una lettera formale al direttore del quotidiano Nino Calarco, sottoponendolo ad alcuni interrogativi in merito la scelta di pubblicare l’articolo pseudo-scientifico in prima pagina, alle fonti della letteratura medico-scientifica dalle quali l’autore avrebbe attinto tali informazioni e denunciando la falsa e deviante informazione a mezzo stampa fatta dalla testata giornalistica.
A seguito la copia della lettera
Alla cortese attenzione del direttore Nino Calarco
OGGETTO: delucidazioni in merito all’articolo sulla rubrica Ossidiana del 30/09
Egregio direttore,
come da oggetto Le scrivo per ricevere chiarimenti su un trafiletto comparso nella prima pagina dell’edizione messinese de “La Gazzetta del Sud”. L’articolo in questione, oltre a non riuscire a divulgare un’informazione che rispetti le quattro massime basilari della comunicazione (non vi è relazione all’interno degli enunciati, non vi è un richiamo metatestuale alla fonte che chiarisca certe asserzioni pseudo scientifiche, non è veritiera e non sintatticamente ordinata), ha suscitato in me profonde perplessità. Che sia un articolo scritto dalla mano inesperta di un lettore che esprime un’opinione offensiva e discriminante. Un’opinione che non meritava, a mio avviso, di essere posta in prima pagina e che sia stato maldestro pubblicarla giacché si fanno affermazioni pseudo-scientifiche non comprovate.
L’articolo incriminato è quello che Le riporto di seguito:
“Che il capo del vincente partito liberale tedesco si presenti avendo accanto il suo compagno di vita non sorprende. La Germania è ben nota per l’istruzione anche scientifica dei suoi abitanti. In Italia, invece, di tanto in tanto neosquadristi compiono atti di violenza sui “diversi”. Diciamo ai manigoldi che i «disordini sessuali» sono purtroppo conseguenza delle quasi incurabili disfunzioni ormonali delle madri. A proposito: il Servizio sanitario nazionale copre parzialmente le costose cure. Perché alle Camere non danno il via a una legge per aiutare tante sventurate famiglie?”
Sono Giuseppe Ferro, presidente del gruppo Ké, un’associazione LGBT giovanile di promozione sociale. In questi giorni, assieme ad altri attivisti, sono sceso in strada a manifestare contro la recrudescenza di odio e violenza omofoba che solo adesso è assurta agli onori della cronaca ma che la comunità omosessuale purtroppo conosce bene: ragazzi assassinati, suicidati, picchiati, umiliati, offesi ogni giorno perché “diversi”.
Nonostante oggi si tenda a non dare più credito alla stampa, io lo ritengo ancora il più importante mezzo d’ informazione. Per questo, da lettore offeso Le domando:
Cosa vuol dire quell’articolo? Perché pubblicarlo in prima pagina ? Quanti passi indietro ancora dobbiamo fare?
Si parla di “ormoni, disfunzioni, disordini, malattie e sventure varie” ma forse bisogna trovare riscontri nella letteratura medico-scientifica.
E quale miglior fonte dell’Organizzazione Mondiale della Salute?
Il 17 Maggio del 1990, l’OMS RIMUOVE l’omosessualità dalle malattie mentali. Oggi quel giorno viene commemorato nella giornata mondiale contro l’omofobia.
Per un certo periodo i ricercatori hanno sostenuto che la determinazione dell’orientamento sessuale fosse dovuta sostanzialmente alla quantità maggiore o minore di ormoni femminili (in particolare l’estradiolo) o maschili (testosterone) presenti nell’individuo nella fase prenatale, indirizzati al cervello durante la settima settimana di sviluppo. La tesi tuttavia è stata in buona parte abbandonata, in quanto ciò avrebbe significato che un’ampia percentuale di maschi, in condizioni cliniche da comportare una carenza di ormoni androgeni nella fase prenatale, sarebbe dovuta essere omosessuale, così come lo sarebbe dovuto essere ogni individuo di sesso femminile esposto in età prenatale ad un eccesso di adrogeni.
Credo che un quotidiano, qualunque sia la sua tiratura, DEVE saper fare informazione con ragion di causa. Perché equiparare ancora l’omosessualità a un malanno? Dunque se si asserisce che l’omosessualità è legata ad una malattia bisogna per lo meno quotare chi ha fatto ricerche in merito, portare una tesi e spiegarla al lettore medio in parole semplici. Altrimenti è solo pura e mera cattiva informazione che non fa altro che istigare e alimentare pregiudizi e falsi miti.
Ma in questa lettera non voglio essere io a dover fare informazione quanto piuttosto voglio denunciare la falsa e deviante informazione a mezzo stampa fatta dalla Sua testata giornalistica. Le chiedo di rispondere alle mie perplessità di un modesto lettore omosessuale e di un rappresentate di una comunità LGBT: in cosa consiste il mio “disordine sessuale”? Quali sarebbero queste cure costose che il Servizio nazionale copre? E rivolte a chi? Alle madri? Agli omosessuali? Quali sono queste disfunzioni ormonali? Qual è la sventura per queste famiglie? Riconosce che questo articolo, nella sua più completa superficialità, demarchi un punto di vista ignorante, fazioso, retrogrado, maschilista, patriarcale, erroneamente scientifico e pateticamente omofobo? Riconosce le conseguenze che ne potrebbero derivare nello stato d’animo delle persone omosessuali che hanno letto questo articolo e che hanno ancora difficoltà ad accettarsi? E nelle loro famiglie che vengono “colpevolizzate” dell’orientamento del figlio? Come pensa comportarsi di fronte ad un’eventuale interrogazione da parte del comitato “Associazioni Siciliane contro l’omofobia” e altre associazioni che volessero unirsi? E qualora queste volessero costituirsi parte lesa?
Confido che saprà e potrà rispondere ai miei quesiti, gli stessi che hanno iniziato a porsi le associazioni e la comunità LGBT di tutta Italia nei confronti del succitato articolo.
Nell’attesa di trovare un riscontro nel Suo quotidiano, Le porgo cordiali saluti
Giuseppe Ferro
Peste della patria è il giornalismo che accetta le notizie senza vagliarle, quando pur non le inventa. (Cesare Cantù)


Molti conoscono già il temerario mondo di Ké e ci hanno seguito con inaspettato entusiasmo e passione in questa nostra crescita come gruppo e anche come singoli individui, che da quattro amici che si radunavano in una chat è diventato un bailamme esplosivo di cose. Le chat del gruppo Ké determinano continuamente lo spunto di superare la barriera dello schermo per conoscersi, confrontarsi, stare insieme e condividere le proprie esperienze ed aspirazioni. Senza mai prenderci troppo sul serio abbiamo sentiito l’esigenza di creare delle occasioni di interazione che favoriscano l’unione: cene sociali, aperitivi, cineforum, scampagnate e pizzate, tutti eventi che fanno nascere e cementare amicizie tra persone che in qualche caso hanno avuto l’occasione di conoscersi solo di vista, e che magari non si sono ancora scoperte in sintonia, o con altre che si ritengono estranee all’ambiente LGBT. Ciò che caratterizza il gruppo Ké è la semplicità e l’interazione che sono anche gli elementi portanti della nostra Web Radio, che, attraverso un linguaggio giovanile, con toni giocosi, ironici e naturalmente gai, comunica temi che per i loro contenuti rischierebbero altrimenti di risultare noiosi: autodeterminazione, coming out, sesso sicuro, per citarne qualcuno.
Tra gli scopi sociali che l\'Associazione Ké promuove citiamo:
- promuovere lo sviluppo della personalità umana in tutte le sue espressioni e incoraggiare la rimozione degli ostacoli che impediscono l’attuazione dei principi di libertà, uguaglianza, di pari dignità sociale e di pari opportunità, favorendo l’esercizio dei diritti umani e civili, del diritto alla salute, alla tutela sociale, all’istruzione, alla cultura, alla formazione nonché alla valorizzazione delle attitudini e delle capacità professionali ed individuali;
- lottare per l’abolizione di ogni forma di discriminazione normativa relativa ai diritti umani e civili, all’orientamento sessuale, all’identità ed espressione di genere e per il pieno riconoscimento legale dell’uguaglianza dei diritti delle coppie lesbiche e gay;
- organizzare attività ludiche, d’espressione culturale,
ricreative, sportive, di spettacolo e animazione, informazione e di crescita civile al fine di promuovere la semplice aggregazione e partecipazione delle persone in prospettiva di un coinvolgimento degli stessi alle finalità sociali dell’Associazione;
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