Molti conoscono già il temerario mondo di Ké e ci hanno seguito con inaspettato entusiasmo e passione in questa nostra crescita come gruppo e anche come singoli individui, che da quattro amici che si radunavano in una chat è diventato un bailamme esplosivo di cose. Le chat del gruppo Ké determinano continuamente lo spunto di superare la barriera dello schermo per conoscersi, confrontarsi, stare insieme e condividere le proprie esperienze ed aspirazioni. Senza mai prenderci troppo sul serio abbiamo sentiito l’esigenza di creare delle occasioni di interazione che favoriscano l’unione: cene sociali, aperitivi, cineforum, scampagnate e pizzate, tutti eventi che fanno nascere e cementare amicizie tra persone che in qualche caso hanno avuto l’occasione di conoscersi solo di vista, e che magari non si sono ancora scoperte in sintonia, o con altre che si ritengono estranee all’ambiente LGBT. Ciò che caratterizza il gruppo Ké è la semplicità e l’interazione che sono anche gli elementi portanti della nostra Web Radio, che, attraverso un linguaggio giovanile, con toni giocosi, ironici e naturalmente gai, comunica temi che per i loro contenuti rischierebbero altrimenti di risultare noiosi: autodeterminazione, coming out, sesso sicuro, per citarne qualcuno. Tra gli scopi sociali che l\'Associazione Ké promuove citiamo: - promuovere lo sviluppo della personalità umana in tutte le sue espressioni e incoraggiare la rimozione degli ostacoli che impediscono l’attuazione dei principi di libertà, uguaglianza, di pari dignità sociale e di pari opportunità, favorendo l’esercizio dei diritti umani e civili, del diritto alla salute, alla tutela sociale, all’istruzione, alla cultura, alla formazione nonché alla valorizzazione delle attitudini e delle capacità professionali ed individuali; - lottare per l’abolizione di ogni forma di discriminazione normativa relativa ai diritti umani e civili, all’orientamento sessuale, all’identità ed espressione di genere e per il pieno riconoscimento legale dell’uguaglianza dei diritti delle coppie lesbiche e gay; - organizzare attività ludiche, d’espressione culturale, ricreative, sportive, di spettacolo e animazione, informazione e di crescita civile al fine di promuovere la semplice aggregazione e partecipazione delle persone in prospettiva di un coinvolgimento degli stessi alle finalità sociali dell’Associazione; Ké è anche un\'innovativa web community Windows Live Messenger e Yahoo! Messenger raggiungibile aggiungendo uno dei contatti locali kebari@live.com kebologna@live.com kecatania@live.com kecosenza@live.com kelecce@live.com kemessina@live.com kepalermo@live.com keragusa@live.com kesiracusa@live.com

Archivio per la categoria ‘Cinema’

Mine vaganti di Ozpetek

Inserito da Antò il 17 - marzo - 2010

Riccardo Scamarcio diventa gay per il nuovo film di Ferzan Ozpetek e per la prima volta bacia un uomo. Ma non aspettatevi mossette e civetterie da macchietta, Riccardo ha sempre lo sguardo torvo e l’atteggiamento sofferto.

Il suo personaggio, Tommaso, è un ragazzo che dopo aver studiato all’università a Roma torna nella sua Lecce per comunicare la notizia della propria omosessualità alla sua famiglia, ma sa che questo scatenerà dei drammi. Un evento imprevisto gli impedisce di fare outing: suo fratello Antonio (Alessandro Preziosi) rivela prima di lui alla famiglia di essere gay e Tommaso deve far fronte alla tragedia che si scatena: suo padre entra in crisi, la madre non vuole capire, entrambi sono soffocati dalle convenzioni sociali. “Ero preoccupato all’inizio perché il mio personaggio è un po’ passivo, reagisce ma non agisce: è un personaggio difficile, pieno di sfumature, avevo paura che il pubblico non provasse empatia con lui” ha detto Riccardo, che nella vita è in realtà fidanzato da 5 anni con la collega Valeria Golino. Scamarcio confessa anche che questo disagio l’ha portato i primi giorni a liti furibonde con il regista: “Il terzo giorno abbiamo litigato violentemente, volevo lasciare il set, perché Ferzan continuava a farmi tagliare i capelli ogni giorno di più: ero infuriato”. Poi, scherza Ozpetek “L’ho domato come si fa con un animale selvatico ed è rimasto”.

Con questo film Ozpetek, torna alla commedia corale e racconta con toni lievi una classica famiglia, diversa da quelle allargate de Le fate ignoranti e Saturno contro, mantenendo però al centro della narrazione la tematica dell’omosessualità e della lotta alle convenzioni sociali. Ognuno dei personaggi della famiglia Cantone (tutti interpretati da attori bravissimi), dalla nonna Ilaria Occhini alla zia Elena Sofia Ricci, ha soffocato la propria vita in nome delle convenzioni: durante il film non solo i due fratelli gay ma tutta la famiglia fa un percorso di “liberazione”. “Sono tornato alla commedia piena di personaggi per poter ridere anche su cose drammatice. – ha detto il regista – Io non sono contro la famiglia classica, anche se penso che comunque ci sia anche una famiglia fatta dagli amici, dalle persone che hai scelto. Io, in fondo racconto sempre gli affetti”.

sito ufficiale: www.minevaganti.net

Sherlock Holmes: altro caso di omofobia

Inserito da P_e-P_p-E il 8 - gennaio - 2010

Fonte: Digital Spy

Fonte: BadTaste.it

Polemiche in corso sui sequel di Sherlock Holmes. In occasione dell’uscita del primo film, qualche giorno fa, Robert Downey Jr. aveva dichiarato al David Letterman Show che Holmes “potrebbe essere visto come un omosessuale non effeminato“.

L’intervista ha provocato una reazione forte da parte di Andrea Plunket, che detiene il copyright negli Stati Uniti sulle opere letterarie di Arthur Conan Doyle. La Plunket ha dichiarato:

“Spero che questo sia solo un esempio dell’umorismo nero del signor Downey. Se la produzione dovesse tentare di introdurre questo tema [l'omosessualità e una relazione Holmes/Watson] nei prossimi film, sarei costretta a prendere misure drastiche e a ritirare il mio consenso alla realizzazione di altre pellicole.
Non sono ostile agli omosessuali, ma sono ostile a chiunque non rimanga fedele allo spirito dei libri.”

Si direbbe una polemica montata sul nulla, perché è ben difficile che il tema sia reso esplicito nei prossimi film della saga (Ritchie vorrebbe girarne almeno altri due). Il sottotesto omoerotico non è una novità nel mondo di Sherlock Holmes, ma non si vede la necessità di una sua trattazione esplicita da parte di Ritchie.

Il primo film è stato presentato come un action movie per tutta la famiglia, e ha avuto successo: ben difficilmente i sequel vorranno toccare temi scabrosi o generare controversie sterili. Mettendo le mani avanti in questo modo, finora la Plunket si è guadagnata soltanto accuse di omofobia. Vedremo come evolverà la faccenda, ma è probabile (e auspicabile) che il dibattito termini qui. Intanto, potete vedere l’intervista a Downey Jr. direttamente qui sotto, e giudicare:

Dorian Gray al cinema

Inserito da Antò il 27 - novembre - 2009

dorian110508Esce oggi nelle sale cinematografiche l’atteso film “Dorian Gray“, tratto dal romanzo dello scrittore omosessuale Oscar Wilde “Il ritratto di Dorian Gray”, pubblicato nel 1890 nell’Inghilterra di gusto e ideali vittoriani. Il protagonista è interpretato dal giovane Ben Barnes, la regia di Oliver Parker (che ha già diretto le trasposizioni cinematografiche de “L’importanza di chiamarsi Ernesto” e “Un marito ideale” dello stesso Wilde).

Dorian Gray, un giovane dandy di straordinaria bellezza e nobiltà,viene molto presto coinvolto e trascinato nel vortice della mondanità dal carismatico Lord Wotton, incallito fedifrago sposato a Lady Victoria. Colpito dal suo bel sembiante, il pittore Basil Hallward lo cattura nei colori e sulla tela. Il giorno dell’inaugurazione del ritratto, Dorian pronuncia un giuramento e il desiderio di restare giovane per sempre. Conteso dall’interesse di Lord Wotton e dall’amore omosessuale di Hallward, Dorian dissipa la sua eterna e giovane vita tra bordelli e teatri, libertinaggio sfrenato e promesse di matrimonio, prostitute consumate e spose ripudiate, senza che il suo volto patisca il segno del vizio. A sfigurarsi e a insozzarsi è la sua anima, incorniciata e fissata nel quadro. Spaventato dal deperimento del ritratto, Dorian lo ripone in soffitta, lontano dallo sguardo dei gentiluomini e delle nobildonne che affollano insaziabili la sua esistenza e i suoi salotti. Mentre il tempo scorre e appassisce i volti e le volontà dei suoi amici, Dorian resta fedele alla sua bellezza e al suo diabolico patto. Soltanto l’amore per la figloscar-wilde-the-importance-of-being-earnestia di Henry Wotton potrà redimerlo e annullare i malefici effetti del maligno.

Il film ricostruisce abbastanza fedelmente la trama del romanzo (sebbene il finale si risolva con un personaggio non presente nel romanzo, Emily Wotton), pur tuttavia non rispondendo pienamente alle domande letterarie poste da Wilde. Per descrivere la lotta interiore del protagonista, la pellicola si lancia nella spettacolarizzazione degli effetti speciali con una elegante ambientazione horror.

La vita per Wilde, si configura come un’opera d’arte ben riuscita: non è l’arte ad imitare la vita, ma è la vita che imita l’arte. Il romanzo celebra la bellezza, ma sottolineando come una ricerca smodata e dissoluta del piacere possa portare allo sfacelo morale e, nel caso di Dorian Gray, al crimine.

Riguardo al romanzo Wilde avrà occasione di dire: “Basil è ciò che penso di essere. Henry è ciò che il mondo pensa di me. Dorian è ciò che io vorrei essere”. Ed è proprio in queste poche righe che si cela il quanto mai misterioso messaggio di Wilde, secondo cui, in definitiva, il solo personaggio del romanzo non è altro che lui stesso.

Cineforum KéBari

Inserito da Antò il 25 - novembre - 2009

amicicomplici00068404BARI: Questo pomeriggio appuntamento col ciclo di film dedicati a “Gabriele Vescovini“, il ragazzo omosessuale di 29 anni, di Monza, ucciso nel 2007 dal padre a colpi di pistola nel corso di un litigio. A sua memoria KéBari, sezione provinciale dell’Associazione Ké, prosegue col cineforum settimanale: quest’oggi 25 novembre il film “Amici, complici, amanti“, del regista Paul Bogart, con Mattew Broderick.

Ritratto dell’omosessuale ebreo Alan, alla ricerca di una famiglia e sempre incompreso e ostacolato dalla madre, che a New York lavora in teatro come drag queen, in tre momenti della sua vita, contrassegnati dalle tre canzoni cui allude il titolo originale. Prima la relazione con l’insegnante bisessuale Ed (B. Kerwin) poi la convivenza felice col giovane Alan (M. Broderick) e infine la scoperta della sua omosessualità da parte di sua madre (A. Bancroft) mentre convive con Ed e il figlio adottivo David. Harvey Fierstein ha scritto e interpretato la commedia omonima (vincitrice di due Tony Award nel 1983) e curato, nonché interpretato, la trasposizione cinematografica. Non dramma o scandalo ma stimolo intelligente verso un problema sociale e di solitudine. Film cult in cima alle preferenze degli spettatori gay.

L’appuntamento è oggi alle ore 19.00 sotto l’orologio della stazione centrale, in Piazza Aldo Moro a Bari. Per info contattare i moderatori della c0mmunity KéBari, aggiungendo su msn il contatto kebari@live.com o tramite Facebook alla pagina di KéBari.

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CINEMA: VIOLA DI MARE

Inserito da Antò il 17 - novembre - 2009

La Viola è un pesce e lo ha voluto Dio. Quando è maschio si chiama Minchia di Re. Per amore diventa femmina e ha i colori del fiore. Torna di nuovo maschio dopo che l’acqua si è presa le sue uova“, così si legge in “Minchia di Re”, il romanzo di Giacomo Pilati (Ed.Mursia 2004) da cui è tratto il film “Viola di Mare”, per la regia di Donatella Maiorca. Acclamato alla 4ͣ edizione del Festival internazionale del Film di Roma, racconta la storia d’amore tra Angela e Sara, interpretate da Valeria Solarino e Isabella Ragonese, nella brulla e cruda Sicilia dell’ottocento. Per sopravvivere allo scandalo, Angela arriverà a fingersi un ragazzo, portando i capelli corti e occultando la propria femminilità, come sfida alle mentalità chiuse di quella antica terra arcaica. Il film è un inno alla vita, una vita vissuta per ricercare l’amore vero senza accontentarsi di una storia costruita da altri, da qualche secolare tradizione o semplicemente dalla comodità della “scelta più giusta” (ma non desiderata). Un concetto semplice e attuale che riassume il “dramma omosessuale”, non prerogativa della mentalità ottocentesca ma ancora oggi persistente, narrato in uno stile sintetico e con un vouyerismo quasi cinico (la telecamera tenuta a mano e che sembra riprendere di nascosto) che ci permette di staccarci dall’interiorità delle protagoniste e di osservare meglio una storia altrimenti difficile da comprendere.
Il film nonostante qualche difetto nelle scene iniziali dove risulta essere un po’ confuso e approssimativo, con accenni di lentezza narrativa, finisce comunque per toccare al cuore nelle meravigliose scene d’amore (con le splendide le musiche della Nannini), lontane da ogni orpello di perversione e che rendono vivo al pubblico l’essenza del vero sentimento e dell’estremo sacrificio compiuto per realizzarlo. Dimostra ancora una volta che l’amore è amore a prescindere che sia tra uomo e donna, tra donna e donna o tra uomo e uomo, come ribadisce in una intervista la Cucinotta, produttrice della pellicola. Aggiunge la Solarino: “Ho sempre pensato che quella dell’identità sessuale non sia una linea marcata, ma che in realtà il problema sia solo nelle affermazioni troppo rigide”.
E voi cosa ne pensate?