Molti conoscono già il temerario mondo di Ké e ci hanno seguito con inaspettato entusiasmo e passione in questa nostra crescita come gruppo e anche come singoli individui, che da quattro amici che si radunavano in una chat è diventato un bailamme esplosivo di cose. Le chat del gruppo Ké determinano continuamente lo spunto di superare la barriera dello schermo per conoscersi, confrontarsi, stare insieme e condividere le proprie esperienze ed aspirazioni. Senza mai prenderci troppo sul serio abbiamo sentiito l’esigenza di creare delle occasioni di interazione che favoriscano l’unione: cene sociali, aperitivi, cineforum, scampagnate e pizzate, tutti eventi che fanno nascere e cementare amicizie tra persone che in qualche caso hanno avuto l’occasione di conoscersi solo di vista, e che magari non si sono ancora scoperte in sintonia, o con altre che si ritengono estranee all’ambiente LGBT. Ciò che caratterizza il gruppo Ké è la semplicità e l’interazione che sono anche gli elementi portanti della nostra Web Radio, che, attraverso un linguaggio giovanile, con toni giocosi, ironici e naturalmente gai, comunica temi che per i loro contenuti rischierebbero altrimenti di risultare noiosi: autodeterminazione, coming out, sesso sicuro, per citarne qualcuno. Tra gli scopi sociali che l\'Associazione Ké promuove citiamo: - promuovere lo sviluppo della personalità umana in tutte le sue espressioni e incoraggiare la rimozione degli ostacoli che impediscono l’attuazione dei principi di libertà, uguaglianza, di pari dignità sociale e di pari opportunità, favorendo l’esercizio dei diritti umani e civili, del diritto alla salute, alla tutela sociale, all’istruzione, alla cultura, alla formazione nonché alla valorizzazione delle attitudini e delle capacità professionali ed individuali; - lottare per l’abolizione di ogni forma di discriminazione normativa relativa ai diritti umani e civili, all’orientamento sessuale, all’identità ed espressione di genere e per il pieno riconoscimento legale dell’uguaglianza dei diritti delle coppie lesbiche e gay; - organizzare attività ludiche, d’espressione culturale, ricreative, sportive, di spettacolo e animazione, informazione e di crescita civile al fine di promuovere la semplice aggregazione e partecipazione delle persone in prospettiva di un coinvolgimento degli stessi alle finalità sociali dell’Associazione; Ké è anche un\'innovativa web community Windows Live Messenger e Yahoo! Messenger raggiungibile aggiungendo uno dei contatti locali kebari@live.com kebologna@live.com kecatania@live.com kecosenza@live.com kelecce@live.com kemessina@live.com kepalermo@live.com keragusa@live.com kesiracusa@live.com

Archivio per marzo, 2010

Pasolini,nuove indagini?

Inserito da Antò il 26 - marzo - 2010

ROMA: Il Ministro della Giustizia Alfano accoglie la proposta dell’On.Veltroni di riaprire le indagini sulla morte di Pier Paolo Pasolini, barbaramente ucciso a colpi di bastone e travolto dalla sua auto nella notte tra l’1 e 2 novembre del 1975 nella spiaggia dell’idroscalo di Ostia (RM). Il cadavere massacrato dello scrittore, intellettuale omosessuale, venne ritrovato alle 6.30 del mattino da una donna. Sarà l’amico Ninetto Davoli a riconoscerlo. L’omicidio fu attribuito ad un “ragazzo di vita”, Pino Pelosi di Guidonia, nei pressi di Tivoli, di soli diciassette anni, che prontamente si dichiarò unico colpevole. Secondo la propria versione, egli avrebbe incontrato Pasolini presso la Stazione Termini, il quale lo avrebbe invitato a salire sulla sua vettura, un’Alfa Romeo Giulia, per fare un giro insieme. Dopo una cena offerta dallo scrittore, i due si sarebbero diretti alla periferia di Ostia. Stando alla dichiarazione del giovane, la tragedia sarebbe scaturita per delle presunte pretese di carattere sessuale di Pasolini alle quali Pelosi era riluttante, sfociando in un alterco che sarebbe degenerato fuori dalla vettura. Lo scrittore avrebbe quindi minacciato Pelosi con un bastone del quale il giovane si sarebbe poi impadronito per percuotere Pasolini.

La tesi difensiva presentava evidenti falle: il bastone di legno marcio non sarebbe potuto risultare arma contundente; la corporatura esile di Pelosi non avrebbe potuto aver ragione su Pasolini, esperto di arti marziali, a meno di riportare ferite ed ecchimosi che di fatto erano assenti.

Pelosi venne condannato in primo grado per omicidio in concorso con ignoti e nel dicembre del 1976, con sentenza della Corte d’Appello, venne confermata la condanna.

Pelosi ha mantenuto invariata la sua assunzione di colpevolezza fino al maggio 2005, quando, a sorpresa, ha dichiarato che l’omicidio sarebbe stato commesso da altre tre persone. Non ha detto i nomi di questi presunti assassini, asserendo solo che essi avevano un accento siciliano. Ha aggiunto inoltre di aver celato questa sua verità per timore di mettere a rischio l’incolumità della propria famiglia.

Le circostanze della morte di Pasolini non sono ad oggi ancora state chiarite. Il delitto avveniva in un periodo caldo di stragi e complotti. Ci si chiede se quella non fosse solo una lite sessuale, se dietro ai killer ci fossero dei nomi importanti, dei mandanti, delle motivazioni più profonde e inquietanti. Si ipotizzò subito che il ragazzo potesse essere servito come esca per un’eventuale azione punitiva sui quali mandanti si immaginano avversari politici o malavitosi, ai quali lo scrittore avrebbe fatto dello sgarbo per dei tentativi altruistici di portare dei giovani fuori dalla strada. Inoltre, le contraddizioni nelle deposizioni rese dall’omicida, un “chiacchierato” intervento dei servizi segreti durante le indagini e alcuni passaggi a vuoto o poco coerenti riscontrati negli atti processuali, sono fattori che lasciano aperte le porte a più di un dubbio.

Per questo motivo, il Ministro Alfano farà istanza al Procuratore della Repubblica di Roma sull’opportunità di riaprire le indagini sul caso Pasolini, confidando nelle nuove potenzialità delle investigazioni scientifiche e delle tecnologie odierne.

Di certo è che, quella notte, l’Italia ha perso uno dei suoi intellettuali più lucidi e sinceri, una voce potente in una Italia povera di lungimiranza, un poeta.

Matrimoni gay: rinvio al 12 aprile

Inserito da Antò il 26 - marzo - 2010

Non arriverà prima del 12 aprile la decisione della Consulta sulla costituzionalità del rifiuto dei Comuni a celebrare matrimoni tra coppie dello stesso sesso. Dopo la discussione in udienza pubblica del 23 marzo, i giudici esamineranno la questione dei matrimoni gay in camera di consiglio nella settimana di lavoro che inizia il 12 aprile.

La vicenda che nell’udienza è stata presa in esame dai giudici costituzionali è quella di due coppie di Venezia e Trento, assistite dall’associazione radicale Certi Diritti e dalla Rete Lenford – avvocatura per i diritti lgbt (lesbiche, gay, bisessuali e transgender).

Circa un anno fa una coppia di omosessuali ha presentato al Comune di Venezia, dove risiede, la richiesta di pubblicazioni per procedere al matrimonio, ricevendo in risposta un preciso ‘no’ per la “ritenuta estraneità all’ordine giuridico italiano dell’istituto del matrimonio tra persone dello stesso sesso”.

La coppia ha preso la strada del tribunale, dove i giudici – primi in Italia – hanno sollevato la questione davanti alla Corte costituzionale.

Quel rifiuto – hanno scritto i giudici nel provvedimento di rinvio alla Consulta – non ha “alcuna giustificazione razionale”, ma si tratta di una norma “implicita nel nostro sistema che esclude gli omosessuali dal diritto di contrarre matrimonio con persone dello stesso sesso”. In questo modo sarebbero stati violati, secondo il tribunale, molti principi costituzionali, primi fra tutti gli articoli 2 (diritti fondamentali dell’uomo) e 3 (uguaglianza).

Martedì 23 marzo è giunto il parere dell’avvocatura dello Stato, costituitasi in giudizio per la presidenza del Consiglio. L’avvocatura sostiene l’inammissibilità della questione e sottolinea che, nel caso di accoglimento da parte della Corte, si produrrebbe una “operazione di manipolatura del tessuto normativo” che compete al legislatore. Il Parlamento, secondo l’Avvocatura dello Stato, è l’unica istituzione che può intervenire legiferando in tema di matrimonio, che resta l’unione di un uomo e di una donna.

La Corte costituzionale potrebbe pronunciarsi in diversi modi: oltre che dare ragione o torto ai ricorrenti, potrebbe richiedere un intervento del Parlamento o indicare alcuni principi lungo i quali il legislatore si possa muovere.

Aldo Busi: lo scrittore

Inserito da Antò il 23 - marzo - 2010

Mi chiedo perchè Aldo Busi abbia partecipato all’Isola dei Famosi, orripilante reality della tv spazzatura. Mi chiedo perchè abbia sentito il bisogno di svendere la propria personalità all’uso commercificante dei media. Cosa spinge uno scrittore affermatissimo (basta andare in libreria per trovare un lungo scaffale di titoli che portano la sua firma) a partecipare ad una trasmissione dal bassissimo proposito culturale? La risposta va probabilmente ricercata nella sua irriverente personalità. La verità fa scandalo, di certo la Rai lo ha chiamato sull’isola per scandalizzare (è impossibile che non sapessero della sua verve), perchè in TV oggi le bagarre vanno per la maggiore. Ma per la Rai la sua sincerità oltraggiosa ha varcato i limiti della censura: il Papa non si tocca! Penso allora a Carmelo Bene, defenetrato da tutte le televisioni per la sua irriverenza, osannato dai critici solo dopo la sua morte.
Allora, a scanso di equivoci, non si dimentichi che Aldo Busi, omosessuale dichiarato, è uno dei più significativi, quanto discussi, scrittori contemporanei: discusso anche da quelli che non lo hanno letto e che rimangono affascinati, scioccati, innervositi, sbalestrati o conquistati dalle sue apparizioni in TV. Busi è insomma un personaggio, più che un modesto artigiano della parola, che opera per lasciare ai posteri un suo messaggio personale.

È nato nel 1948 in una famiglia modesta di Montichiari (Brescia). Non sopporta a lungo la vita con papà e mamma e se ne va di casa a quattordici anni, facendo i lavoretti che trova, in alberghi e ristoranti. Si laurea in Lingue e letterature straniere. Il suo esordio letterario, “Seminario sulla gioventù”, (1984), è un successo di critica e di pubblico. Successo che però Busi non coltiva, anzi, manda in malora con i suoi atteggiamenti spregiudicati e ironici. Un pubblico fanatizzato continua a seguirlo – basti dire che i suoi libri sono tradotti (male, secondo lui, ed è comprensibile visto il suo stile) in undici lingue – ma i critici cominciano a prendere le distanze e a ignorarlo. Questo naturalmente non arresta la sua produzione che si fa sempre più palesemente indipendente da regole, dettami e remore.

Realizza apprezzate traduzioni di opere di Ackerley, H. von Doderer, J.W. Goethe, M. Wolitzer, C. Stead, dall’inglese e dal tedesco. Le sue prese di posizione allontanano da lui gli accademici e i distributori di premi, i benpensanti e i consacrati. Nonostante ciò, parecchi i premi letterari attribuitigli per i sei i romanzi: “Seminario sulla gioventù”, “Vita standard di un venditore provvisorio di collant”, “La Delfina Bizantina”, “Vendita galline Km 2″, “Suicidi dovuti” e “Casanova di se stessi”. Diversi i romanzi brevi, le prose di viaggio e i manuali che pure hanno contribuito alla fama di Busi quale grande polemista e potente narratore.

Nel 1996, durante la trasmissione televisiva Busi contro tutti di Maurizio Costanzo, si rese protagonista di considerazioni riguardo la pedofilia che suscitarono forte sdegno. Nel 2010, in occasione della sua partecipazione al reality L’Isola dei Famosi, l’episodio è stato citato dai suoi detrattori come spunto per biasimare la sua partecipazione al programma trasmesso dalla RAI in orario di fascia protetta; Busi chiariva intanto la sua posizione sull’argomento pedofiliaco nel suo “Manuale della perfetta umanità”, uscito nelle librerie il 16 febbraio dello stesso anno (otto giorni prima del suo approdo sull’Isola).
Insomma Busi è uno scrittore che va contro corrente per istinto e partito preso, sfruttando al massimo i doni letterari che madre natura gli ha concesso, la sua intelligenza ironica e affilata, e anche, bisogna pur ammetterlo, la puzza di zolfo diabolico che si lascia dietro. Iconoclasta, arrogante e sincero, Busi è un caso da sottoporre al vaglio del tempo.

Aldo Busi con Alda Merini

Aldo Busi con Alda Merini

In una intervista a La Repubblica risponde:

L’accusano anche di avere dato dell’omofobo al Papa.
“Ma non mi riferivo a un papa specifico, bensì a un orientamento storico della Chiesa. Anche se, quando era cardinale, Ratzinger promosse in un documento la condanna più efferata dell’omosessualità. Da papa è certamente più cauto”.

Si è anche parlato di censura, di quello che si può dire o non dire in televisione.
“Ho infranto un tabù. Ho cercato di portare nel cosiddetto entertainment la società e la politica. Ho lavorato per otto anni ad Amici, vedevo questi ragazzi e ragazze completamente spersonalizzati. Ballano e cantano come fichi secchi caduti dal nulla”.

Un po’ come all’Isola dei famosi.
“Identica cosa: molto spettacolo, poca informazione. La grande tabe italiana è che il potere politico domina l’informazione e non il contrario. Se migliaia di ragazzi vogliono ballare, cantare, fare spettacolo e nessuno più desidera studiare fisica, matematica, biologia, medicina, letteratura, bisognerà spiegargli, prima o poi, che un paese così è destinato a morire”.

E’ quello che lei ha cercato di fare all’Isola?
“Vanamente. Dalle bocche degli altri naufraghi non è mai uscita una parola di preoccupazione per la politica, per l’economia, per il lavoro che non c’è, per le sorti del paese. Niente. Come se vivessero dentro una bolla di sapone. E sa cosa le dico? La bolla di sapone è di destra. Mentre l’acqua corrente e gratuita è di sinistra”.

Ricatto per relazione omo

Inserito da Antò il 23 - marzo - 2010

Piccoli ricattatori crescono, ispirandosi alle cronache del gossip. La vittima è un rappresentante friulano di 67 anni, sposato e con figli: si era invaghito di lui, un giovane infermiere, che aveva preso a frequentare durante i suoi viaggi di lavoro, incontri omosessuali con “regalo”, 50 euro a ogni incontro intimo. Finché, a inizio marzo, ha ricevuto una telefonata al cellulare da una certa “Loredana”: “Ho le foto di te e di un ragazzo, appartati al buio. Versa tremila euro su questo conto, o le farò avere a tua moglie”.

La trappola scatta quando una sera Carmine manda un sms al rappresentante: “Ho un regalo per te, vieni”. L’uomo, con una scusa, si allontana da casa e fa 300 chilometri in auto per un nuovo incontro. Arrivato in paese, però, qualcosa non va: niente intimità, solo giri di parole e una scatola di biscotti sono l’unico premio della fatica. Nel frattempo, però, da una finestra vengono scattate decine di foto: è l’appartamento che Carmine M. condivide con un collega di studi, assente e ignaro di tutto. Anzi, pure vittima della piccola banda, che nel frattempo aveva acceso una tessera PostePay e una scheda telefonica a suo nome. Dietro la finestra, a riprendere l’incontro, c’è invece Andrea M., 21 anni, di Pieve Emanuele, anche lui incensurato: sarà denunciato a piede libero alla fine della storia.

Ricevuto il ricatto telefonico da parte di Loredana-Alessandra, il rappresentante si fa coraggio e va a denunciare tutto alla locale stazione dei carabinieri. Carmine M. viene arrestato mercoledì scorso, in clinica, con il camice indosso: a casa sua verrà ritrovata la chiavetta Usb con le foto compromettenti. La fidanzata viene invece presa in casa, dove i carabinieri ritrovano la tessera PostePay e la scheda del cellulare. Per entrambi, portati a San Vittore, l’arresto per tentata estorsione è stato convalidato.

Sì! Lo vogliamo.

Inserito da Marcus Giuseppe Ferro il 20 - marzo - 2010

CATANIA – Il 23 marzo la Corte Costituzionale si esprimerà sulla legittimità del divieto di matrimonio per le coppie dello stesso sesso.

La questione fu sollevata dai Tribunali di Ferrara e Venezia, nonchè dalle Corti di Appello di Trento e Firenze che hanno ritenuto contrario alla Costituzione il non consentire alle coppie di persone dello stesso sesso di contrarre matrimonio.

Per portare a conoscenza alla comunità LGBT e la cittadinanza tutta il delicato tema del riconoscimento del diritto al matrimonio tra persone dello stesso sesso, principio che riteniamo fondamentale per la pari dignità di tutti cittadini, le associazioni LGBT presenti a Catania (AGEDO Catania, Arcigay Catania, CODIPEC Pegaso, Kalon GLBTE, Ké) promuovono uno stand di informazione e sensibilizzazione nelle giornate precedenti alla sentenza della Corte Costituzionale:

  • Sabato, 20 Marzo dalle 23,00 presso il Pegaso’s Club;
  • Domenica, 21 Marzo dalle 17,00 alle 20,00 in Piazza Stesicoro.

Rimandiamo al sito www.affermazionecivile.it per sottoscrivere l’appello del neonato Comitato nazionale “Sì! Lo voglio”.

La libellula, di Bert d’Arragon

Inserito da Antò il 19 - marzo - 2010

Palermo,Agrigento e Ispica i luoghi scelti per la presentazione del libro “La libellula”, di Bert d’Arragon, rispettivamente il 19,20 e 21 marzo prossimo.
La Libellula è un romanzo storico, esordio narrativo di Bert D’Arragon, che raccontando la vita di due ragazzi omosessuali dipinge un quadro sorprendente degli anni tra l’attentato a Giacomo Matteotti e la fine della seconda guerra mondiale. Il ventennio fascista, l’opposizione borghese e infine anche la resistenza armata, raccontate dall’inusuale punto di vista di due gay, regala momenti divertenti e romantici, ma anche di provocazione e riflessione. Personaggi e situazioni che vanno al di là delle icone ormai consuete della ricostruzione storica ridanno voce a fatti e verità ormai dimenticate.
Grazie a questo, il lettore si addentra in un mosaico della storia che diventa vivo anche nelle sue parti più sconosciute e meno raccontate: gli orrori della guerra d’Abissinia, la fuga di un ricca prostituta ebrea grazie ad amicizie nel Vaticano, i fasti della storica visita di Hitler a Roma, la riluttanza di molti artisti al generale appiattimento culturale, il lato avventuroso ed affascinante della resistenza, il coraggio di alcuni uomini della chiesa, ma anche le traumatiche violenze della guerra, dal bombardamento di Roma alle lotte partigiane… e ovviamente il modo di vivere e di accettare o reprimere l’omosessualità.
La storia movimentata dei due ragazzi, intima e allo stesso momento impegnata, viene ricostruita attraverso racconti, lettere, diari e memorie raccolte dal nipote di uno dei due che, a cinquant’anni di distanza, ha deciso di ripercorrere le tappe della vita del nonno mai conosciuto.

Il libro sarà presentato venerdì 19 marzo a Palermo, sabato 20 Marzo ad Agrigento e Domenica 21 Marzo a Ispica (RG)

Venerdì, 19 Marzo 2010, ore 18:30 – Libreria Broadway – Via Rosolino Pilo 18, Palermo
Presentazione del libro con letture
Partecipano:
Paolo Patané – Presidente Nazionale Arcigay
Daniele Palermo – Docente di Storia Moderna, Università di Palermo
Bert d’Arragon – Autore del romanzo “La Libellula”
Letture: Vincenzo Musso- Attore

Sabato, 20 Marzo 2010, ore 18:30 – Centro Culturale Pasolini, Agrigento
Presentazione del libro con letture
Introduce Agostino De Caro
sarà presente l’autore

Domenica, 21 Marzo 2010, ore 18:30 – Liberty Bookshop – Via Matteotti, Ispica (Ragusa)
Presentazione del libro con letture
Partecipano:
Paolo Patané – Presidente Nazionale Arcigay
G. Blanco – Docente di Lettere classiche
Bert d’Arragon – Autore del romanzo “La Libellula”
Letture: Evelina Barone e Anna Vicari

lalibellula.wordpress.com

I.S.R.Pt . Editore, 387 pagine, Euro 13,00 – ISBN 978-88-6144-016-6

Convegno:matrimonio tra persone dello stesso sesso

Inserito da Antò il 18 - marzo - 2010

PALERMO: si terrà a Palermo sabato 20 marzo alle ore 9,30, il convegno dal tema “Il matrimonio tra persone dello stesso sesso al vaglio della Corte Costituzionale“, presso i saloni dell’Associazione Culturale “Stanze al Genio”, via Garibaldi, 11 gentilmente concessi dal suo presidente, il dott. Pio Mellina, dopo il diniego – velato da ragioni anche burocratiche – di uno spazio pubblico da parte dell’Amministrazione Comunale di Palermo.
Il convegno, organizzato da Arcigay Palermo, si inserisce nelle iniziative della campagna di affermazione civile promossa per il riconoscimento del matrimonio tra persone dello stesso sesso.

L’iscrizione al Convegno è consentita previa esibizione dell’invito o aderendo all’Associazione Culturale “Stanze al Genio” con un contributo di euro 5, fino ad esaurimento dei posti. Gli inviti sono disponibili presso il locale Blow up all’aperitivo del martedì, alle ore 19,00. Per ulteriori informazioni è possibile contattare Arcigay Palermo, visitando il sito web http://arcigaypalermo.wordpress.com e inviando una email all’indirizzo palermo@arcigay.it oppure all’indirizzo cyning@tiscali.it.

Il tema assolutamente delicato prende spunto dalle questioni di legittimità costituzionale sollevate dai Tribunali di Ferrara e Venezia, nonchè dalle Corti di Appello di Trento e Firenze che hanno ritenuto contrario alla Costituzione il non consentire alle coppie di persone dello stesso sesso di contrarre matrimonio: il diritto di contrarre matrimonio – si legge nelle molteplici ordinanze di rimessione – è un momento essenziale di espressione della dignità umana, esso deve essere garantito a tutti senza discriminazioni derivanti dal sesso o dalle condizioni personali (quali l’orientamento sessuale), con conseguente obbligo dello Stato di intervenire in caso di impedimenti all’esercizio.

Un giurista, un sociologo del diritto, un pedagogo, il presidente dell’associazione più rappresentativa sul territorio nazionale del movimento omosessuale dialogheranno tra loro e innanzi al pubblico sulle questioni giuridiche, sociali ed etiche sollevate dall’eccezione di legittimità costituzionale solleva.

Curatore:
avv. Marco Carnabuci

Relatori:
Avv. Francesco Bilotta, professore aggregato di diritto privato presso l’Università degli Studi di Udine.
Socio fondatore dell’Associazione Avvocatura per i diritti LGBT – Rete Lenford. Ha coordinato dal punto di vista giuridico la campagna nazionale per il riconoscimento del diritto al matrimonio tra persone dello stesso sesso, denominata “Affermazione civile”.

Dott. Cirus Rinaldi, ricercatore di Sociologia giuridica, della devianza e mutamento sociale presso l’Università degli Studi di Palermo. Componente dei gruppi di ricerca sul fenomeno mafioso e sull’analisi dei fenomeni di esclusione sociale nella città di Palermo. Collabora con AGEDO. E’ autore di saggi sul tema LGBT.

Dott. Giuseppe Burgio, assegnista di Pedagogia presso l’Università degli Studi di Palermo. Si occupa di prevenzione e riduzione del bullismo omofobico. Il suo ultimo libro è “Mezzi maschi. Gli adolescenti gay dell’Italia meridionale” pubblicato dalla casa editrice Mimesis.

Avv. Paolo Patanè, Presidente nazionale di Arcigay.

Mine vaganti di Ozpetek

Inserito da Antò il 17 - marzo - 2010

Riccardo Scamarcio diventa gay per il nuovo film di Ferzan Ozpetek e per la prima volta bacia un uomo. Ma non aspettatevi mossette e civetterie da macchietta, Riccardo ha sempre lo sguardo torvo e l’atteggiamento sofferto.

Il suo personaggio, Tommaso, è un ragazzo che dopo aver studiato all’università a Roma torna nella sua Lecce per comunicare la notizia della propria omosessualità alla sua famiglia, ma sa che questo scatenerà dei drammi. Un evento imprevisto gli impedisce di fare outing: suo fratello Antonio (Alessandro Preziosi) rivela prima di lui alla famiglia di essere gay e Tommaso deve far fronte alla tragedia che si scatena: suo padre entra in crisi, la madre non vuole capire, entrambi sono soffocati dalle convenzioni sociali. “Ero preoccupato all’inizio perché il mio personaggio è un po’ passivo, reagisce ma non agisce: è un personaggio difficile, pieno di sfumature, avevo paura che il pubblico non provasse empatia con lui” ha detto Riccardo, che nella vita è in realtà fidanzato da 5 anni con la collega Valeria Golino. Scamarcio confessa anche che questo disagio l’ha portato i primi giorni a liti furibonde con il regista: “Il terzo giorno abbiamo litigato violentemente, volevo lasciare il set, perché Ferzan continuava a farmi tagliare i capelli ogni giorno di più: ero infuriato”. Poi, scherza Ozpetek “L’ho domato come si fa con un animale selvatico ed è rimasto”.

Con questo film Ozpetek, torna alla commedia corale e racconta con toni lievi una classica famiglia, diversa da quelle allargate de Le fate ignoranti e Saturno contro, mantenendo però al centro della narrazione la tematica dell’omosessualità e della lotta alle convenzioni sociali. Ognuno dei personaggi della famiglia Cantone (tutti interpretati da attori bravissimi), dalla nonna Ilaria Occhini alla zia Elena Sofia Ricci, ha soffocato la propria vita in nome delle convenzioni: durante il film non solo i due fratelli gay ma tutta la famiglia fa un percorso di “liberazione”. “Sono tornato alla commedia piena di personaggi per poter ridere anche su cose drammatice. – ha detto il regista – Io non sono contro la famiglia classica, anche se penso che comunque ci sia anche una famiglia fatta dagli amici, dalle persone che hai scelto. Io, in fondo racconto sempre gli affetti”.

sito ufficiale: www.minevaganti.net

Stati Generali LGBT a Catania

Inserito da Antò il 16 - marzo - 2010

CATANIA: Sarà Palermo ad ospitare il prossimo giugno il Pride Siciliano 2010. E’ stata accolta con ampio consenso la proposta del comitato STOP OMOFOBIA, cui aderiscono le associazioni LGBT (e non solo) palermitane, di portare l’orgoglio e la visibilità della comunità gay nel capoluogo. Un’importante opportunità per la città di Palermo, una tra le più grandi città italiane, da cui il pride è mancato per ben 30 anni. Il Pride 2010, in un momento di profonda spaccatura della società italiana, in cui l’antinformazione impera, la crisi e la disoccupazione sono ancora in fase di crescita, dove i diritti umani languono, con alle spalle una legge contro l’omofobia caduta nel dimenticatoio, Pacs Dico e CUS falliti, si preannuncia una sfida impegnativa per l’intera comunità LGBT, un’occasione imperdibile. Anche l’associazione Ké ha aderito alla piattaforma organizzativa, offrendo la propria partecipazione attiva, essendo la sezione KéPalermo tra le promotrici della manifestazione e aderente al comitato STOP OMOFOBIA.

La manifestazione costruirà un ponte ideale tra Palermo e Giarre (città in cui il 31 ottobre del 1980 morirono, probabilmente con un omicidio-suicidio secondo le indagini del tempo, due ragazzi gay di 15 e 25 anni: Antonio Galatola e Giorgio Agatino Giammona) attraverso una iniziativa pubblica che apra ufficialmente, a Giarre appunto, le giornate che porteranno al Pride, con una settimana di appuntamenti culturali e sociali, e che avranno nel corteo a Palermo la loro conclusione, raggiungendo i luoghi delle istituzioni politiche. L’auspicio è pertanto di lavorare tutti insieme per un progetto comune, non solo pullman che viaggino da una città all’altra, ma un lavoro unico e condiviso di “animazione” per il Pride 2010.

Firma anche tu l’appello.

Inserito da Marcus Giuseppe Ferro il 12 - marzo - 2010

In vista della sentenza della Corte Costituzionale del 23 Marzo, invitiamo soc* e amic* del Ké a firmare l’appello per il riconoscimento del diritto al matrimonio civile tra persone dello stesso sesso promosso dal nascente comitato “Sì, lo voglio”.

www.affermazionecivile.it